MA COS'E' E A COSA SERVE IL PARCO? Da anni, quando "i politici" parlano di lavoro e di sviluppo al sud, parlano sempre di grandi opere. Opere ciclopiche che pi grandi sono, pi voti portano. E che tanto pi durano, tanto meglio (infatti sono quasi tutte opere incompiute o incomplete anche dopo anni e anni). Ma chiss perch, questo famoso sviluppo non arriva mai. Il fatto che per costruirsi un futuro migliore e solido occorre avere costanza, fare i passi uno dietro l'altro e coerentemente tutti nella stessa direzione. Forse, invece di agire spavaldamente alla grande, bisogna iniziare a pensare in piccolo. Il Parco una di quelle rare buone occasioni che ci sono capitate. Impegnarsi per portare e tenere il territorio di Sant'Agata all'interno dell'area protetta, un ottimo passo. Ma solo un primo piccolo passo. Il parco non una fabbrica, non assumer 10 mila operai. Il parco un'occasione, un'opportunit: chi si mette alla finestra ad aspettare, rester deluso. Per far "rendere" un parco bisogna amarlo, e crederci. Chi parla di turismo, prima di parlare di strade e ponti e gallerie, dovrebbe agire per proteggere i luoghi che poi quegli ipotetici turisti verrebbero a visitare. Una protezione e valorizzazione estesa anche alle tradizioni, al cibo, alle capacit produttive e artigianali, alla cultura del luogo. Bisogna tornare ad essere orgogliosi di quello che si , e "venderlo" senza "svenderlo". In questo quadro il Parco diventa una "garanzia" di qualit, un acceleratore di opportunit: da soggetto protetto si trasforma in soggetto protettore delle tue capacit e abilit e ti aiuta ad innescare uno sviluppo armonico e duraturo.