Diario d'estate 7 Settembre 2006 - 12:33 PM Sipario d'Agosto Arrivo a Sant'Agata nel giorno sbagliato: come un innamorato che torna dalla sua bella all'improvviso e scopre di lei un lato oscuro e inaspettato. Vandali sprezzanti hanno devastato una mostra d'arte defecando nella Sala Consigliare!! No, non e' lei, non puo essere lei: questa non e' Sant'Agata. Cosa l'ha resa cosi" brutta e cattiva?, come si e' potuto concepire un atto cosi' orribile? Vorrei scappare via. Piu' tardi partecipo a un Consiglio Comunale straordinario. La gente non e' molta, ma neppure poca. Si parla, e anche molto bene. Ma la sensazione che si tratti di un rito non mi lascia. Il sipario e' strappato. Talenti Eppure questa resta una terra speciale, ricca di gente speciale, generosa, gentile. Dappertutto vedo talenti: nella musica, nell'arte, nello sport, nelle scienze,nella letteratura,nel web: ingegneri, tecnici, psicologi, matematici, medici, musicisti, giovani donne belle e preparate. Donne e uomini saggi e capaci, artigiani eccellenti, contadini accorti con i loro orti tenuti come giardini, giovani intraprendenti che si fanno avanti e realizzano strutture, sviluppano proposte, si mettono in gioco...e poi cantanti, attori, cuochi e gastronomi sopraffini... Un' abbondanza di saperi che si scontra con una realta' che non decolla. Perche' questo gap? Dove stiamo sbagliando? Lontano dalla piazza Passo pochi giorni a Sant'Agata e quei pochi li spendo preferibilmente in campagna: le Cuonne, Il letto del Pantano, la Trapesa, le sorgenti dell'Esaro, la Tavola dei Briganti con il suo assurdo "girello", L'Ursia, ValleRote: lontano dalla piazza, il clima cambia, c'e' piu' calma anche se per due volte i piromani, di notte, si mettono in azione. Mi portano a fotografare un castagno gigantesco, forse il piu' vecchio, certamente plurisecolare. Attraverso valli boscose e bellissime, assaggio frutti deliziosi, miele squisito, prodotti tipici eccellenti e una pizza buonissima cotta in un vecchio forno per il pane. Ma non tutto e' come prima: e' come se la natura fosse stata troppo disturbata, senza tuttavia essere ben utilizzata. Il Parco Il Pollino e' ancora troppo lontano da Sant'Agata. Vado a Civita, a Rotonda, a Laino, sulle "Dolomiti" di Frascineto, ridiscendo lungo le Gole Alte del Fiume Lao: qui il Parco comincia a "sentirsi": dall'accoglienza della gente, ai cartelli indicatori tenuti in ordine, alle proposte, alle strutture, ai ragazzi che grazie al Parco hanno trovato anche un' occupazione. L'Esaro liberato? Per risalire l'Esaro non c'e' piu' bisogno di passare dalla bellissima "Roccia", la Forestale ha liberato il passaggio da San Nicola falciando un grande ammasso di rovi e iniziato a raccogliere un'incredibile quantita' di rottami(lavatrici, frigoriferi, ruote e lamiere di auto, tubi e quant'altro). Il paesaggio naturale e' comunque sempre magnifico. Ma la vecchia discarica di "supra strada" utilizzata fino a qualche decennio fa, franando continua a vomitare sull'argine scorie pericolose e inquinanti: si riuscira' a risanare anche quell'area? Il cimitero In un giorno di vento forte, visito il cimitero. Mi fermo da mia madre e mio padre, dai nonni, dagli zii... senza quasi accorgermene sto camminando lungo i vialetti tenuti in ordine, come se passeggiassi: sono solo ma "incontro" tantissimi volti che conosco. Sembra di essere in piazza, mi viene spontaneo salutare, fare un cenno a ciascuno. Piango tra me, senza essere triste