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"Dopo una pausa, la voce proseguì:
Il vostro egoismo vi ha reso ciechi e la vostra cecità vi ha reso irragionevoli.
Voglio costringervi ad aprire gli occhi: sarete ciechi per volontà divina.
Poiché le foglie sono gli occhi degli alberi, da oggi in poi
tutti i baobab del mondo nasceranno e vivranno con le radici al posto dei rami
e non vedranno più le bellezze del Mio Mondo…"
(da: La leggenda del Baobab)
C'è un figlio di Sant'Agata che da più di venticinque anni vive in Africa, dove collabora con le Nazioni Unite e con altre organizzazioni di solidarietà che operano nei paesi in via di sviluppo.
Prima in Madagascar, poi in Burkina Faso ed in Mauritania, oggi a Kinshasa (Congo) dove è delegato dell'associazione non governativa "TERRE DES HOMMES ITALIA", nel quadro di un progetto atto a contrastare il fenomeno diffusissimo (per l’assenza totale di scuole statali gratuite) dell’abbandono scolastico.
Nel 1994 ha scritto "La leggenda del Baobab", dove racconta la favola di questo grande albero "capovolto", secondo la tradizione orale del Burkina Faso.
E' mio cugino, portiamo il nome di nostro nonno Gaetano (insieme ad un altro cugino che vive in Argentina).
Gaetano Sirimarco
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