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Un principato di Calabria Citra

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Fiorenzo Briguori
Sant’Agata d’Esaro. Un principato di Calabria Citra.

Prefazione di Fiore Veltri
La conoscenza con il signor Fiorenzo Briguori mi ha dato la possibilità di un lieto incontro umano e culturale.
Uomo di spiccato talento, mi ha dato l'esempio di saper vivere alla scia della dottrina, della modestia e della bontà. Critico valido e profondo valorizza e mantiene alta la fiaccola della cultura e della storia calabrese.
La sua conoscenza ha trovato meglio riscontro nella lettura della cronistoria di S. Agata di Esaro, suo paese natio.
Ha saputo inserirsi nelle vicende sociali e storiche in maniera così efficace, da far trasfondere dal suo cuore a quello del lettore il ritmo dei tempi andati, tempi di valori etnici e morali, colorando le situazioni dell’ambiente con fresche ed essenziali pennellate. Le narrazioni sono una profonda intuizione della natura e della divinità, retaggio del nostro popolo. Ama la Calabria e raccoglie, come nel calice di un fiore, incorruttibile e fragrante,, la storia del suo paese, gli usi, i costumi, gli amori e i dolori con acuto spirito di osservazione, mettendo in rilievo il suo duttile ingegno libero e scultoreo, specie nelle discriminazioni.
La sua prosa è vera narrativa, cioè semplice, naturale ed umana insieme e per niente gonfia di quella ostentata intellettività di cui si abusa. Il tutto è scritto con una meravigliosa semplicità e con una squisitezza d’animo, quasi una innocenza, che conquista e persuade.
Alla luce di una valutazione obiettiva e di una analisi oculata e comparativa, si può conoscere lo storico nella sua sincerità, nella sua dolcezza e nella sua armonia, lo storico che ha il canto nel cuore, lo storico che innalza il suo canto a Dio e all'amore .
Ogni popolo ha espresso, lungo il corso dei secoli, la sua storia, i suoi sentimenti, le sue contraddizioni in segni plastici.
Briguori non ha scelto per questo scopo monumenti di pietra, accostamento come gemme preziose, oltre la storia, le sue tradizioni nei canti popolari, dove la musica, le parole, il senso corale che ne costituisce la caratteristica, rilevano i sentimenti di un popolo strettamente legato da vincoli di amicizia e di sangue.
Questi valori spirituali della nostra gente avevano bisogno per non disperdersi e cadere nel vuoto oblio che tutto vanifica, di concentrarsi in una opera che unendoli in un tutto organico, li restituisce vivi e palpitanti agli uomini di oggi e di domani come documento e testimonianza.
Anche se vicende di tempi, incuria di uomini, vandalismo di barbari hanno distrutto molti documenti, con cui si sarebbe potuto intessere meglio la storia primitiva di questo grecario paese, il Briguori con certosina pazienza ha raccolto molti dati, cimeli e reperti interessanti storici, tutti documentati, non solo del suo paese, ma sinteticamente anche dei paesi viciniori, ha operato una significativa scelta dei costumi e dei canti popolari, e fondendo gli uni e gli altri ha creato un'opera composita dove il saggio e la storia alternativamente si avvicendano, quasi personaggi di un unico dramma,.
Su tutto domina la personalità dell'autore, con la sua vigile e cosciente presenza, volta a sottolineare continuamente il motivo di fondo, il filo conduttore del proprio lavoro: far rivivere negli anziani la saggezza e il calore dei nostri padri, che portano nell'animo l'orgoglio della stirpe ellenica, la intraprendenza e la tenacia di un popolo forte e intelligente, i sentimenti etnici e religiosi e proiettarli nei giovani.
Con tale intento ripercorre la storia di S, Agata, fondata, credo, più che dagli Ausoni, antichissimo popolo, abitante nelle campagne dei Lazio, prima dell'invasione Sellitica, che i latini chiamavano Osti e i Greci Opici, dagli Arteniesi, alla serie dei vari
feudatari che la governarono, alla vita di oggi.
Comunque, non si può parlare serenamente di storia, ma solo di storia del costume, in cui l'intimità familiare, il rispetto religioso tradizione e la ribellione aspra alla potenza sono gli istinti fondamentali, che misteriosamente fondendosi insieme, costituiscono il modo ci vere del nostro popolo,
Entro tale cornice storica, quasi preziosi tasselli di altrettanto mosaico, la vita umile, onesta e laboriosa dei Santagatesi, i suoi usi, le sue tradizioni, il suo folklore, insomma la sua anima, iscritta dal Briguori con genuino senso di partecipazione, con acuto spirito di osservazione.
Chi va a S. Agata, paese agricolo, artigianale e ospitale, circondato da monti, quasi simili a quelli di Artemisio, sulla costa nord occidentale dell'isola Eubea, dove nell'antichità classica sorgeva il tempio di Artemide, e a valle baciato dal fiume Esaro, è attratto dall’incantevole panorama dal quale si sente guardato ed interrogato, e l'aria pura e baIsamica e la rigogliosa esultanza dei boschi lo rinfrancano e infondono in tutto l’essere il ricreamento e il vigore di una vita novella.
Fiorenzo Briguori con questa cronistoria, dà un contributo all’espandersi della letteratura popolare, ma soprattutto, e di questo i Santagatesi debbono essergli grati, perchè li aiuta nell'individuazione della propria identità.

Prefazione a: “Sant’Agata d’Esaro. Un principato di Calabria Citra”.
© Fiorenzo Briguori, by La Meridiana Editrice – Cosenza.
Finito di stampare nel mese di settembre 1986 presso lo Stab. Tip. De Rose – Cosenza.

 




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