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Mi ricordo

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  Prologo
I proverbi e i detti popolari che le popolazioni si tramandano di padre in figlio per via orale sono come le pietre miliari del cammino percorso da un popolo; sono come tanti rami e foglie di un grande albero maestoso che, attraverso le proprie radici, sugge la linfa vitale della madre terra per proiettare verso il futuro il passato, per ricordare ciò che siamo e quel che eravamo, per non dimenticare le nostre origini.
Non bisogna meravigliarsi se quasi tutti i detti e i proverbi sono improntati al risparmio, al pensiero del domani, al lavoro della terra ed alla conservazione dei suoi prodotti.
È da tener presente che l’intera economia era basata su una civiltà silvo-pastorale, la moneta principale era il baratto e lo scambio dei prodotti della terra o dei manufatti del lavoro artigianale, eseguiti dai tanti bravi artigiani che esistevano in quei tempi.
L’assillo, la preoccupazione di tutti, era di garantirsi le provviste per le necessità della famiglia per l’intero anno.
Ogni capo di casa doveva premunirsi di tutto ciò che necessitava al proprio nucleo familiare, fino ai nuovi raccolti; doveva provvedere alla scorta di derrate, di legna da ardere al focolare per l’intero inverno, a vestiti e scarpe pesanti, sempre con lo sguardo al risparmio, specialmente nei mesi invernali nei quali tutto si consumava e niente si produceva.
Ed ecco, allora, che si moltiplicavano i proverbi sulla donna savia e sull’uomo previdente, che cercavano di mandare avanti la famiglia senza contrarre debiti o ricorrere a prestiti.
Le obbligazioni economiche, infatti, diventavano quasi impossibili da estinguere a causa degli interessi che i medi o i grandi proprietari pretendevano, approfittando delle necessità e dell’ignoranza dei poveri bisognosi, costretti a sottostare ai tanti soprusi dei padroni, i “Don” del tempo, che dettavano legge a proprio piacimento.
Mi sono impegnato, per quanto mi è stato possibile, a compilare una raccolta, in modo che questo patrimonio di saggezza popolare non vada disperso e resti a vantaggio dei posteri, perché i dettami dei nostri padri sono una norma per vivere bene, sono pieni di saggezza anche per noi che viviamo nel ventesimo secolo: sono indice di ciò che si trova scolpito nella mente e nel cuore dei popoli.
Ringrazio tutte le persone anziane di Sant’Agata che mi hanno aiutato con i loro ricordi, dettandomi o scrivendomi tutto ciò che sapevano del tempo passato, dagli indovinelli (adduminagli), molti dei quali a doppio senso, ai proverbi, fino ai fatti comici o ridicoli di personaggi del nostro paese.
Grazie, grazie di cuore.
                                     Fiorenzo


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