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Il paese dove non sono nata

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Catalogo 2006
Edizioni Nuova Santelli
Via Galluppi - Cosenza

Il paese dove non sono nata
Elena Fiore Pisapia

Ai miei figli
perchè ritrovino sempre la strada di casa
continuando il nostro progetto d'amore.

 
PREFAZIONE
Domanda di fondo la cui risposta non trova tutti d'accordo.
La Patria quale è? Quella in cui si è nati, quella del ceppo familiare, degli antenati?
Oppure quella in cui si è vissuti e si continua a vivere lontano dalle proprie radici ma dove in una ondivaga altalena che poi è il gioco della vita gioia e dolori, speranze ed illusioni e magari chimere si sono susseguiti e continuano a susseguirsi nella ineluttabilità della vita che è dolce e che è amara ma che vissuta in armonia ed in serenità è la palestra della gioia?
Quale è la Patria? Quella o questa?
Interrogativi di fondo che Elena Fiore Pisapia pone al centro del suo bel lavoro ad alto livello letterario e che ha per titolo
"Il paese dove non sono nata". Titolo che è già una risposta.
Protagonista di questo lavoro, che è insieme un romanzo ed un saggio ma che ancor di più è un atto d'amore per Sant'Agata d'Esaro do ve ha vissuto e vive nell'armonia ovattata della pace familiare, degli affetti e dell'amore, è tutta una gente e tutta la natura che diventa un inno alla bellezza del creato: le montagne che squillano di verde coperte da una fitta vegetazione, il mare, le colline, le piccole pianure e maggiormente i colori variopinti che sembrano scesi dalla tavolozza di un pittore. Il profumo della campagna, il sole squillante, il brillio delle stelle assumono nella prosa, asciutta come un periodo tacitiano ma ricco di poesia, di Elena Fiore Pisapia il volto di personaggi arcani tanto è la loro umanità perchè la scrittrice compie il miracolo di far parlare la natura tanto è il legame che riesce a stabilire tra l'Io pensante e la realtà circostante.
In questo scenario che sa di fiaba antica tanto è intriso di gioia di vivere, Elena Fiore Pisapia colloca personaggi costruiti con la sapienza della narrazione che avvince e conquista. Personaggi veri o inventati importa poco, quanto invece importa è il constatare che sono vivi e palpitanti di umanità. Quella umanità non di maniera ma genuina, semplice, dal volto pulito e dall'animo puro.
Emerge dalla prosa una commistione tra chi vive in un paese dove non è nata e chi in questo paese è nato, una commistione di intenti che lungi dall'essere una giustificazione diventa la scoperta di una ragione.
Tra i tanti c'è un personaggio, Domenico al quale va da parte dell'Autrice il ringraziamento per averla portata in un paese dove non è nata, che diventa ora il silente e sempre presente filo conduttore di una storia che è la confessione di un amore, quello per un paese dove non è nata, una confessione che è atto d'amore puro, nobile e meravigliosamente bello.
Lo stile è ad alto livello letterario.

Coriolano Martirano

PREFAZIONE DELL'AUTORE
La vita di ognuno si disegna nel futuro che è, senza distinzioni di appartenenza, un grande foglio bianco.
Scriviamo le pagine di ciò che sarà confidando nelle nostre capacità, nella buona fortuna, in Dio e nella gente che ci circonda per la quale dovremmo avere sentimenti di amore quasi simili a quelli che proviamo per noi stessi. Amarci ed amare senza la retorica che potrebbe sopraggiungere facilmente. Essere capaci di usare questo sentimento che consola e lenisce il dolore.
Per questo sono grata a Domenico di avermi portata nel suo paese perché oltre alla bellezza delle sue montagne mi ha regalato la conoscenza di tanta gente che mi ha voluto bene e per la quale nutro tanta gratitudine.
Gli anni passati a Sant'Agata, per quanto difficili, hanno dato un senso alla mia vita proprio come a quelli che ci sono nati.
Le piante, si sa, attecchiscono anche per talea ed ovunque andrò il mio cuore resterà per sempre tra la gente di quella notte di maggio.




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